Hand Made

ETICA NELLA MODA: tre progetti a Confronti

24 Giugno 2015

Ore 17.45 di sabato pomeriggio.

Cavoli sono arrivata molto in anticipo, ho già trovato pure parcheggio. Certo ho lasciato la macchina a un km da qui, però non voglio perdermi un minuto della sfilata.

Nell’attesa entro da H & M, il negozio più vicino. Faccio un giro al reparto bimbi,  trovo una felpina di Cars rossa come il mio amico Saetta, chissà L. come sarà felice…

Fuori comincia  a diluviare, acqua battente, no! la sfilata era all’aperto. Intanto h &m  si riempie.  Siamo tutti accalcati all’entrata, non ci cacciano, ognuno in preda al pensiero di fare tardi..la pioggia persiste.. che buffo sto andando a seguire una sfilata etica, sull’arte(per me lo è) del riciclo, e sono bloccata qui nel pieno della globalizzazione. Lascio la felpetta con la promessa di tornare. Mi dirigo verso la Casa delle donne Lucha Y Siesta.

Non ci sono mai stata. Lo stabile era stato abbandonato dalle istituzioni, così nel 2008  viene occupato da un gruppo di donne con l’ intento di creare un luogo per le donne e per gli uomini del quartiere. Molte le attività interne, sportelli di ascolto e accoglienza; corsi di insegnamento e laboratori. La prima cosa che penso è che è un posto delizioso, le persone che vi abitano hanno fatto quel che potevano per rendere al meglio un luogo  che altrimenti sarebbe stato lasciato al degrado e all’ abbandono.

La pioggia ha inzuppato di acqua il tappeto. Ma nel cielo alle nostre spalle il cielo si sta aprendo. Lucha  sotto le stelle s’adda fare!!

La sfilata, promossa dalla rivista Confronti (www.confronti.net), in collaborazione con la casa delle donne  Lucha y siesta ( https://luchaysiesta.wordpress.com/)la Cooperativa Occhio del Riciclone (http://www.occhiodelriciclone.com/)e la Coop. sociale Altri Orizzonti MADE in Castelvolturno (www.madeincastelvolturno.com/) è stata organizzata (c’ è lo zampino della Ste eh!) con l’ intento di fare rete, di offrire una valida all’alternativa alla crisi imperante; un attività (e le nostre nonne lo facevano già benissimo) che faccia del riuso e del riciclo la sua forza di essere!!

Lys Ricicle Made in Cinecitta‘(un Made in Italy ancora più specifico insomma), è il laboratorio di sartoria della Casa Delle Donne. L’ obbiettivo è quello di recuperare e riutilizzare vecchi materiali per creare abbigliamento ed accessori sempre originali; scucire e ri-cucire in maniera creativa.

“Il nostro è un percorso stilistico inverso, in cui dalla constatazione del materiale a nostra disposizione, procediamo alla creazione del manufatto”così descrive il progetto Belt Bag, Francesca Patania,l’ideatrice.

Si cerca di lavorare in sinergia con le aziende; di dare nuova vita agli scarti (banner pubblicitari, cinture di sicurezza) che altrimenti finirebbero in discarica.

Date un occhiata al sito Belt Bag,  troverete che i colori dominanti sono il nero e il grigio, i colori delle cinture che vengono prese dagli autodemolitori, igienizzate e riutilizzate artigianalmente,  per dare vita ad un prodotto unico.

 

La commistione (quanto mi piace questa parola) di tessuti wax provenienti dall’Africa, riadattati alla moda nostrana, è alla base dell’ attività di Made In Castel Volturno, progetto nato e cresciuto in un territorio difficile.

La casa di Alice, un bene confiscato alla camorrista Pupetta Maresca, è diventata la sede lavorativa di   quattro donne, due italiane e due africane(  ho avuto il piacere di conosciere Anna e Maria, forti e di impatto come un film di Troisi, come la più bella canzone di P.Daniele, simpatiche e risolute come le donne, QUELLE DONNE sanno essere) che cercano con tutte le difficoltà immaginabili e non, di dare una nuova immagine a quella parte di sud conosciuto solo per la camorra. Un sogno, forse più di uno, nel cassetto, dare lavoro e dignità alle donne immigrate e magari sfilare un giorno accanto ai grandi nomi della moda.

Anche se le foto sono pessime(cercate in rete quelle fatte per bene!), anche se in prima fila non sedeva Anna Wintour, io ho trovato che persino i vicini affacciati alle finestre sorridendo  dello spettacolo a cielo aperto abbiano contribuito  a rendere  questa serata magica.

 

Lalu

 

4 commenti per ETICA NELLA MODA: tre progetti a Confronti

  1. Anche io ero lì , ho indossato un vestito della stilista Irene e ho fatto una performance al suono di Pink Floid.
    Quanto onore , e quanta grattitudine per l’invito!
    Grazie grazie grazie!

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