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La t-shirt, tu non tramonti mai!

18 Aprile 2016

Sabato pomeriggio. Gita fuori porta rimandata. Lorenzo gioca  con le Hot Wheels (la sua nuova passione?!), ed io coltivo la mia, per la moda.

Equo compromesso!

Sulla scia modaiola degli utlimi post, eccomi ancora ad interrogarmi sui dettami della moda per la prossima stagione; e mi gongolo all’idea di una conferma: la t shirt, bianca poi!

A fondo della questione.

I primi indumenti simili nella forma ad una tee si diffusero intorno al XVIII secolo, facenti parte per lo più del guardaroba  intimo; fu solo più tardi (nel XIX) che divennero capi da lavoro,  prodotti per la Marina e per le forze armate americane.

La t-shirt ha subito nei secoli non solo una trasformazione rispetto all’utilizzo, ma anche al potenziale comunicativo. Diventa già dagli anni ’50 veicolo di messaggi, per esempio pensiamo alle scritte pacifiste durante la guerra del Vietnam.

Veicolo di preferenze politiche, musicali. Nel  1970 a New York un locale comincio’ a stampare tee a tema, diffondendo l’iconografia musicale ed in quel tempo il merchandising illegale.

Quale tee emblema di uno tra i più longevi tra i gruppi musicali, vi viene in mente? Peraltro quella che vedete è stata riedita da Tommy Hilfinger,  per la retrospettiva stonesexhibitionism, inaugurata  presso la Saatchi Gallery, ove rimarrà fino al 4 settembre.

L’indumento più semplice per eccellenza diventa lo strumento di propaganda politica, di lotta per i diritti sociali, di donne anticonformiste, che ne hanno fatto un riappropriarsi del proprio ruolo, paritario a quello dell’uomo.

Coco Chanel già nel ’40, indossava la maglietta delle uniformi militari per un bere un tè con le amiche, Marilyn Monroe la preferiva sui jeans e Jaquelin Kennedy ne fece, con un pantalone modello Capri, un capo di una raffinatezza unica.

Marlon Brando nel ’51 la sfoggiava spavaldo nel film “Un tram chiamato desiderio”, e con James Dean divenne il simbolo della sua, nostra, “Gioventù Bruciata” (1955).

Se negli anni ’60 veniva scolorita in candeggina per ricreare l’effetto psichedelico (lo stesso della mia tee, che un ventennio dopo mia madre rovino’ in lavatrice?!), negli anni a seguire essa divenne una tabula rasa, sulla quale imprimere tutta la meglio creatività popolana!

E i pacchi da tre, della Fruit of the Loom? Parliamo di magliette relegate all’ambito sportivo, ‘nzia mai indossarne una dopo le 7 di sera!

Invece costei, in barba ai ai tempi che cambiano, che evolvono (mica tanto) ha superato i 100 anni e questa primavera estate la moda la vuole Bianca!!

Gli esperti consigliano di una taglia in più. morbida, ma non troppo over, ecco perché è assolutamente out rubarla dal armadio di lui! Per questo è bene che privilegiate tessuti naturali, come il cotone.

Come indossarla? Sneakers, jeans e blazer, la scelta più “usual”; con una gonna a matita e tacchi alti oppure con una gonna over, la scelta più cool! (Quest’ultima tornata alla ribalta, e che ve devo di, ne sono felice)!

N21 in un gioco di sovrapposizioni, la abbina ad abiti-salopette; Max Mara non rinuncia alle righe, ed Elisabetta Franchi, nella prossima collezione FW 16-17, ne fa uno strumento di denuncia!

 

Amo questo capo, e i sono fatta prendere la mano..

Questi alcuni dei risultati secondo Lalu. Fatemi sapere!

 

45 commenti per La t-shirt, tu non tramonti mai!

  1. Anch’io in questi giorni stavo riflettendo sull’evoluzione della t-shirt e sul suo potere comunicativo. Mi mancava il dettaglio “oversize ma non troppo”, giusto quello che ci vuole in questo periodo in cui mi sento oversize ma non troppo. Un bacioneeeee

  2. Per me è il top, d’estate.
    Ho preso un po’ uno spavento vedendo vecchie (sigh!) repliche di Beverly Hills dove i protagonisti avevano delle t shirt che dire oversize è un eufemismo!!
    Però per me una la t-shirt carina, magari stampata o con una scritta divertente è il massimo della comodità. Un paio di jeans e via! Uno è comodo, però con quel tocco in più!:)

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