Sono nata a Roma, e credimi mai avrei pensato di lavorare nella moda, anzi diciamo che la mia vita è stata costellata da talmente tanti incontri, scontri, fughe e ritorni che credo fortemente nell’esistenza del destino, un cammino dal quale allontanarsi percorrendo stradine e scorciatoie, ma nel quale tornare.
Proprio per un gioco del destino, mentre frequento uno stage da Gattinoni e presenzio la sfilata di Alta Roma, incontro un mio compagno di scuola, sta partendo per Milano, e mi propone di seguirlo e di iscrivermi alla Marangoni.
Avevo bisogno di aria nuova, di libertà, la famiglia a volte è l’unica ricchezza, altre un limite; quindi due giorni dopo quella folle proposta, saliamo sul treno diretto a Milano; hai presente il treno che con 20 euro ti porta a Milano in 12 ore? Ecco questo è l’inizio.
Nel 2006 mi laureo in fashion designer, 30 giorno prima della laurea e divento mamma di uno splendido bambino, ma ho premesso a quella donna (bambina fino a qualche mese fa) che avrei amato mio figlio con tutto il meglio di me e per farlo non potevo rinunciare a una parte di Raffaella che voleva realizzarsi lavorando.
“La creazione è la rivoluzione più grande e più pura di tutte, e alla fine costringe tutto il resto a seguire i suoi passi.”
C.Bukowski
Pensa che al mio primo colloquio, per la Jato, l’eccellenza per quanto riguarda i ricami ed il made in Italy, più volte mi chiesero se pensavo di riuscire a fare quel lavoro, a seguire certi ritmi con un bambino. Beh, ce l’ho fatta.
Ho lavorato in altre aziende, cercando di conciliare le due me, ma ad un certo punto mi fermo, respiro e sento che mi manca qualcosa.
Regalo letteralmente tutto quello che ho, e torno a casa, annunciando ai miei che volevo creare qualcosa di mio, una mia attività.
Etimologia.
In principio era Custema, acronimo di cuore, teste e mani di moderni Artigiani.
Nella mia continua ricerca di perfettibilità, aggiungo Ami, volevo eliminare la sillaba Cu iniziale, la sentivo troppo forte.
Ami (parola giapponese che indica l’intreccio) mi piaceva molto, ma nel pronunciare Amicustema mi sembrava quasi di dettare legge, un imposizione.
AmaCustema mi è sembrata la giusta conclusione.
Cosa ho imparato. Cosa voglio.
Nei miei anni da dipendente, ho imparato che la moda va troppo di corsa, non c’è più il tempo di progettare e di creare qualcosa di unico.
La perfezione ha bisogno di tempo.
Volevo un materiale che fosse economico, sempre in produzione e facilmente reperibile (il ferramenta della porta accanto ne è sempre provvisto); che allo stesso tempo fosse resistente, lavabile e riciclato.
Ho scelto di produrre in rete e pvc trasparente.
è sempre bello conoscere meglio cosa c’è dietro a un brand 🙂 thanks
che belle queste creazioni!
http://www.enricasciarretta.com
questo è artigianato, moda e genio. Le creazioni di Raffaella sono uniche nel loro genere e penso che la moda e il design in generale dovrebbe guardare con interesse a questi artigiani che lavorano con passione
anche io, poi lo spero tanto per lei.
LaLu
Bellissima ed originale questa shopping bag:) Un abbraccio http://www.vlifestyle.it
Ho amato ogni tua parola di questo editoriale
credo di aver visto le sua creazioni su una mia amica, veramente brava, originale!
Don’t Call Me Fashion Blogger
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Complimenti a Raffaella, davvero molto creativa! Bellissime le shopping bags!
Kisses, Paola.
Expressyourself
Quanto mi piacciono questi tuoi articoli dove ci fai conoscere queste realtà!
Bacioni
http://www.glitterchampagne.com
grazie mille