Moda, Storie & Viaggi

La moda del CIAO

22 Settembre 2016

 

CIAO! 

sai cosa ti dico: CIAO!
io posso fare senza te
senza più
grandi “se”
senza grandi “ma perché?”
senza un amore così
io posso fare, sì!…” 

Così canta  Vasco, sforzandosi di essere coraggioso dopo la fine di un amore.

Io sono solita presentarmi a qualcuno, e non so se essere nel giusto delle buone maniere, con un semplice “Ciao”, stretta di mano e sorriso. Lo trovo accogliente.

L’unicità del italianissimo Ciao sta nel fatto che può essere usato come un saluto informale, tra amici, tra persone dello stesso status sociale e in famiglia, ed allo stesso tempo è l’omonimo di senso di un arrivederci, anzi a volte è un addio che non vuol esser tale.

Ciao, lo yin e lo yang del saluto.

Ma vi siete mai chiesti da dove derivi? L’origine del termine è probabilmente poco nota e il significato del saluto si è decisamente modificato con il passare del tempo. Deriva infatti dalla parola veneziana s’ciào (inizialmente s’ciàvo), che deriva a sua volta dal neolatino sclavus, ovvero schiavo. All’epoca della Repubblica di Venezia era usanza salutare in questo modo, senza distinzione di classe sociale, rivolgendosi al proprio interlocutore con quello che al giorno d’oggi corrisponderebbe ad un “servo tuo“.

 

La moda e il Ciao. Italianità al cubo.

Trovo divertente  che l’ammirazione per la nostra cultura passi anche attraverso un iconico Ciao. Voi?

Baci LaLu

37 commenti per La moda del CIAO

  1. In più ce lo copiano ormai in tutto il mondo! Sento sempre più spesso gente che saluta così anche all’estero.
    Pensa, in Francia, dove devono per forza francesizzare tutto (…) lo scrivono tchao con l’accento circonflesso sulla a, per sapere come pronunciarlo…
    Leggermente mostruoso!!:)

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